Gnocchetti alle zucchine

Gnocchetti alle zucchine

Un primo piatto di facile realizzazione, con gli gnocchetti conditi da una semplice crema di zucchine. Se amate gli gnocchi potete cimentarvi anche nella preparazione casalinga, magari eseguendo questa ricetta.

Ingredienti

  • 1 kg di gnocchetti di patate
  • 350 grammi di zucchine
  • 20 cc di latte
  • olio extravergine d’oliva q.b.
  • grattugiato di formaggio vaccino di media stagionatura q.b.
  • sale q.b


Procedimento :

Mettere in una padella  le  zucchine ridotte a dadini con olio, sale e latte, a fuoco dolce e bagnare con un bicchiere di acqua calda se necessario. Lasciare cuocere per circa 15 minuti finché le zucchine non risultino morbide con una consistenza cremosa.

Lessare gli gnocchetti in abbondante acqua leggermente salata.

Scolarli con la schiumarola direttamente nella padella con le zucchine. Mescolare delicatamente a fuoco vivace, unire un cucchiaio di prezzemolo tritato, e formaggio vaccino grattugiato e servire.

Il piatto si presenta al palato molto delicato, dolce. Consigliamo in abbinamento l’AEDO Sannio Greco Vigna Fontana dell’Olmo, vino strutturato minerale con una buona acidità, in grado di suscitare sensazioni gustative armoniche in abbinamento al piatto.

La potatura secca invernale

La potatura secca invernale

La potatura secca, o invernale, è una   pratica di fondamentale importanza per  la corretta gestione del vigneto, poiché consente di conseguire l’equilibrio tra  l’attività vegetativa e l’attività produttiva della pianta, con ripercussioni dirette sia sulla resa che sulla qualità dell’uva;

la potatura invernale persegue inoltre lo scopo di assicurare la longevità produttiva della pianta e di controllarne lo sviluppo nello spazio assegnatole, mantenendo la forma di allevamento impostata.

IL CARICO DI GEMME

Il carico di gemme lasciato per ciascuna pianta condiziona il numero di grappoli ottenibili; deve essere scelto considerando la fertilità del suolo e la vigoria espressa dalla combinazione vitigno/portinnesto, in modo da raggiungere un equilibrio ottimale tra foglie e grappoli, fondamentale per l’ottenimento di uva di qualità.

In generale si può ritenere che  una pianta sia in equilibrio quando i germogli arrestano la loro crescita in concomitanza con l’invaiatura (che si manifesta con il cambiamento di colore degli acini e della loro consistenza, senza entra re così in concorrenza con la maturazione del grappolo.

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I tagli della vite: «passato», «presente» e «futuro»
A proposito della potatura della vite è consuetudine indicare i tre tagli classici con i termini di «taglio del passato», «taglio del presente» e «taglio del futuro» (qui riferiti alla forma a Guyot).
Il «taglio del passato» (1) consiste nell’eliminare il capo a frutto (a), cioè il tralcio di due anni  che porta i tralci di un anno (b) che hanno fornito la produzione nell’anno in corso.
Il «taglio del presente» (2) consiste nel raccorciare al numero di gemme desiderato il tralcio scelto come capo a frutto per la produzione successiva ; in genere viene scelto quello sorto dalla gemma posizionata più in alto fra le due gemme dello sperone lasciato l’anno precedente. Infi ne, il « taglio del futuro» (3) consiste nello speronare a due gemme il tralcio sorto dalla gemma posizionata più in basso sullo sperone lasciato l’anno precedente, allo scopo di garantire il rinnovo.
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Il Guyot

Si tratta della forma di allevamento a tralcio rinnovato più conosciuta al mondo; in questo caso la potatura invernale consiste nell’asportare il tralcio che ha prodotto, sostituendolo con uno di quelli originatisi dalla «testa» ovvero dalla sommità del tronco. Il tralcio viene posizionato sul filo orizzontalmente, oppure inarcato e legato all’estremità (archetto).

Il tralcio inarcato favorisce la schiusura delle gemme centrali del tralcio. La formazione dell’archetto stimola inoltre l’emissione di germogli dalla sommità del tronco, rendendo superfluo lo sperone lasciato con la potatura; questa possibilità deve essere presa in considerazione quando si teme che i germogli sviluppatisi dallo sperone, trovandosi in posizione di nutrimento privilegiata, possano limitare lo sviluppo dei germogli del tralcio.

 Il numero di gemme per ceppo – correlato con la distanza tra le piante, impostata al momento dell’impianto in funzione della fertilità del suolo e della vigoria della combinazione vitigno/portinnesto – varia tra 8 e 15 e può arrivare fi no a 20 nel caso del Guyot bilaterale.

Per avere la certezza che sulla testa si formino alcuni tralci tra i quali scegliere quello che produrrà nell’anno successivo, sulla stessa è bene lasciare almeno uno sperone di 2-3 gemme.

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Nella potatura a guyot la posizione del rinnovo (con o senza sperone) deve essere sufficientemente al di sotto del filo portante (almeno 20-25 cm) in modo da garantire la corretta curvatura nel corso degli anni.

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Cordone speronato

L’adozione del cordone permanente, e quindi di una potatura corta, presenta il vantaggio dell’omogeneità di sviluppo e di una maggiore contemporaneità di maturazione dei grappoli, vantaggio che si traduce in una migliore qualità del vino. Si tratta però di una potatura che richiede attenzione: eventuali errori possono portare ad un rapido invecchiamento del cordone.

Questa forma di allevamento prevede una struttura con pali fuori terra per un’altezza di 1,8-2 metri; il cordone permanente viene posizionato sul filo portante ad un’altezza di 0,8-1 metro, il quale è in genere sormontato da 3 fi li distanziati 30-40 centimetri l’uno dall’altro per il contenimento della vegetazione, in modo da avere almeno 1 metro di parete vegetativa. Il cordone permanente ha in genere una lunghezza compresa tra 0,7 e 1 metro, che scende a 0,5 metri nel caso del cordone permanente bilaterale (quando cioè per ciascuna pianta vi sono due cordoni che si sviluppano in verso opposto). Le piante distano in genere 0,7-1 metro sulla fila e 2-2,5 tra le file. Come il nome lascia intuire il cordone speronato è adatto a vitigni dotati di buona fertilità delle gemme basali. Con la potatura vengono lasciati speroni di 1-3 gemme, privilegiando quelli presenti nella parte superiore del cordone – dato che la prerogativa di questa forma di allevamento è quella di far crescere la vegetazione verso l’alto – ed eliminando i tralci sviluppatisi nella parte inferiore. Gli speroni si ottengono dai tralci più bassi (cioè più vicini al cordone) originatisi dagli speroni lasciati nel corso della potatura invernale dell’anno precedente .Analogamente a tutte le forme di allevamento a cordone permanente, è bene privilegiare gli speroni più vicini al cordone, al fine di mantenerne attivi i centri vegetativi e ritardarne l’invecchiamento. Con questa forma di allevamento vengono lasciate da 8 a 12 gemme per metro lineare di cordone permanente.

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Un cordone dura di più se è coetano (anche col fusto) e se si riesce a limitare le ferite e l’ingrossamento alla base degli speroni (per aumentarne l’uniformità e la longevità è utile potare più corti quelli centrali, generalmente più deboli).

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I tagli di potatura vanno fatti sul legno giovane rispettando la corona basale per evitare il sovrapporsi  di grosse cicatrici (che, rimarginandosi lentamente, ostacolano il regolare flusso della linfa e favoriscono l’ingresso dei parassiti da ferita)

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Nei tagli di ritorno (nei sovrainnesti o per modificare la  potatura o recuperare le piante colpite da malattie del legno o fitoplasmi) la capitozzatura va fatta ad una certa distanza dal succhione e la ferita deve essere immediatamente protetta

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Anche le gemme degli speroni hanno una vigoria e una fertilità potenziale diverse in base alla loro posizione (in funzione anche dall’età della pianta e dall’andamento meteo)

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Nuovo Impianto

Nuovo Impianto

Nei nuovi impianti (e per la sostituzione delle fallanze) la precoce messa a dimora delle barbatelle abbastanza alte fuori terra e con radice molto corta) facilita un più rapido sviluppo delle radici in profondità (+ tempo e + spazio per svilupparsi prima del germogliamento).

barbatella

L’ancoraggio del palo di testata deve reggere la trazione di tutto il filare: per tenere bene deve avere una decisa inclinazione (come nel tiro alla fune) e non servono tanti fronzoli (basta un robusto tirante a piombo col terreno)

ancoraggio

La gestione del verde è più agevole e veloce con una gabbia di fili sfalsati (sufficientemente distanti e alternati ai due lati del palo) da ritendere al termine della potatura così che la nuova vegetazione può crescere eretta evitando il contatto reciproco tra i grappoli.

fili

POTATURA DI ALLEVAMENTO

Importante è uniformare lo sviluppo aereo a quello radicale e non lasciare cicatrici sul percorso della linfa .

IPOTESI A

Se alla fine del secondo anno la lunghezza dei germogli è maggiore dell’ultimo filo (>180 cm), si utilizza il più basso per formare l’intera pianta.

piano a

IPOTESI B

Se alla fine del secondo anno la lunghezza dei germogli è tra il primo e l’ultimo filo, (100-180 cm) si pota il più basso a circa 20 cm dal primo filo lasciando non più di 3 germogli e si completerà la pianta nell’anno successivo

piano b

IPOTESI C

Se alla fine del secondo anno la lunghezza dei germogli è inferiore al primo filo, si pota il più basso a 2 gemme e si completerà la pianta nell’anno successivo

piano c